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Cenni storici
II Dipartimento di
Biologia e Patologia Vegetale nasce nel 1999 dalla fusione di due strutture che,
presenti da numerosi decenni nell’Università di Bari, hanno avuto un ruolo di
primo piano nella sua Storia: l’Istituto Botanico ed il Dipartimento di
Patologia Vegetale. In entrambe le strutture si sono avvicendati numerosi
docenti che con la loro attività estesa in numerosi campi hanno lasciato un
segno indelebile nella ricerca scientifica oltre che nella storia di numerose
altre Università italiane.
L’Istituto Botanico,
nacque presso le facoltà di Medicina e Farmacia come Istituto di Botanica alla
fine degli anni venti in quanto la Botanica era materia di insegnamento per
entrambe le Facoltà. Con la soppressione della Botanica nella Facoltà di
Medicina, esso continuò ad esistere con la denominazione di Istituto di Botanica
Farmaceutica. Con l’istituzione della Facoltà di Agraria, l’istituto di Botanica
fu rifondato nell’ormai lontano 1939 presso di essa, per poi evolversi come
Istituto Botanico, oltre cinquanta anni fa, nella Facoltà di Scienze. Dalla fine
degli anni 40 l’Istituto Botanico, diretto dalla Professoressa Eleonora
Francini, fu sede della sezione Pugliese della Società Botanica Italiana, a
lungo presieduta dal compianto prof. Antonio Amico, Padre Rosario Cappuccino.
Ciò portò un gran fermento di studi e di incontri e la storia dell’Istituto
Botanico si intrecciò con quella dell’Orto Botanico, fondato nella seconda metà
degli anni 50.
Le prime sedi dell’Istituto Botanico furono alcuni locali dell’ Ateneo, poi la
Villa Caifami, nell’attuale corso Alcide De Gasperi, quindi alcuni locali della
Camera di Commercio e dell’Istituto Magistrale in via Imbriani e infine la
Facoltà di Agraria, in via Salerno, oggi via Amendola. Nel 1955 fu iniziata la
costruzione dell’edificio, che ancora oggi ospita, benché ingrandito e
modificato, la sezione di Biologia Vegetale. Tale edificio, che sorse sulla
struttura di una villa preesistente, il cui giardino divenne l’Orto Botanico, fu
solennemente inaugurato il 16 dicembre 1956, durante una memorabile cerimonia in
cui la struttura venne affidata alla protezione del Patrono di Bari San Nicola.
Si susseguirono nelle Direzione della Struttura la già citata prof.ssa Francini,
la prof.ssa Albina Messeri, il Prof. Oreste Arrigoni, la prof.ssa Pasqua Bianco
Bianco, la prof.ssa Rosalia Liso.
Il Dipartimento di Patologia Vegetale rappresenta l’evoluzione della struttura
nata oltre quindici anni prima dal precedente omonimo Istituto. L’istituzione
del Dipartimento di Patologia vegetale della Facoltà di Agraria di Bari è stata
per opera di un illustre docente: il Professor Antonio Ciccarone. Nel 1957 il
professor Antonio Ciccarone si trasferì all’università di Bari dove fondò,
potenziò e diresse l’istituto di patologia vegetale e fu per molti anni preside
della facoltà di agraria. A Bari l’opera del Prof. Ciccarone, nell’organizzare e
dirigere la ricerca fitopatologica fu straordinariamente fertile. In venticinque
anni il suo Istituto divenne un centro di studi tra i più moderni ed importanti
del mediterraneo; Il contributo scientifico del Professor Ciccarore nel campo
della micologia e in molti rami della patologia vegetale è documentato da oltre
centottanta pubblicazioni sue e dalle migliaia dei suoi allievi e collaboratori,
il cui lavoro personalmente guidò ed incoraggiò. Egli era fondamentalmente un
micologo con interessi sistematici: a lui si debbono la scoperta di molte specie
di funghi fitopatogeni, revisioni e rielaborazioni di alcuni generi e di circa
quaranta specie o entità sub-specifiche fungine, segnalazioni nuove di funghi in
territori ed ambienti diversi, studie ecologici ed epidemiologici, ricerche
sull’effetto del clima sulla vegetazione e sui parassiti. Essendo però uno
studioso applicato, cercò di dare risposte ai problemi fitopatologici che gli si
presentavano nei diversi ambienti agricoli in cui si trovò ad operare, in ciò
svolgendo spesso un lavoro pioneristico non solo nel campo delle malattie
fungine, ma anche in quelli delle malattie da fattori avversi all’ambiente, da
virus, da batteri, da altri organismi nocivi, come acari, nematodi e fanerogame
parassite, nonché della relativa lotta. Studiò anche aspetti generali della
patologia delle piante, rapporti ospite-parassita, resistenza delle piante alle
malattie. Ciccarone fu uno dei maggiori e più completi fitopatologi europei del
tempo, capace di sintesi e di originali aperture. Egli impostò e organicamente
sviluppò una patologia delle colture agrarie meridionali, che allargò a
dimensioni mediterranee. Con le sue ricerche, osservazioni ed intuizioni, con
senso realistico dei problemi agricoli e del territorio, egli incise
profondamente, molto innovando, nelle applicazioni, spesso in contrasto con la
tradizione basata su dati incerti o acquisiti in regioni ecologiche diverse.
Più della vastità della sua produzione scientifica, meravigliano l’impostazione
ed il respiro da lui dato alle ricerche. Egli ha così impostato e organicamente
sviluppato una Patologia delle colture agrarie meridionali, che ha allargato a
dimensioni mediterranee. Esigente e severo, ma prima con se stesso, in quanto a
studio e a doveri, con gli allievi, con i collaboratori era prodigo in consigli,
largo d’incoraggiamento, generossismo d’aiuto. Insegnava soprattutto con
l’esempio della propria vita.
A lui la patologia vegetale, in particolare quella meridionale, deve molto, il
miglior modo per onorarne la memoria è quello di continuare l’opera sulle strade
che egli ha aperto con rara lungimiranza e sicura determinazione. |