DIPARTIMENTO
DI BIOLOGIA
E PATOLOGIA VEGETALE

Presentazione

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Organizzazione

Personale Docente

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Biblioteche

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Atività didattica

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Verbali degli Organi Collegiali

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ultimo aggiornamento 12/02/2010

webmaster: Paola Basso

 

 

Il Dipartimento è costituito da due Sezioni: Biologia Vegetale e Patologia Vegetale, è del tipo "interfacoltà" in quanto le due Sezioni afferiscono rispettivamente alla Facoltà di Scienze MM.FF.NN. e alla Facoltà di Agraria.

Le Sezioni sono ubicate in due edifici situati nel Campus Universitario tra Via G. Amendola e Via E. Orabona. Ciascuna Sezione occupa una superficie intorno a 1000 mq per un totale di oltre 2000 mq ripartiti tra laboratori, aule, studi, uffici e due biblioteche. 

La Sezione di Patologia Vegetale dispone inoltre di serre sperimentali (1700 mq) nel Campus e di tre Aziende Sperimentali (Azienda "Martucci" a Valenzano, Bari, 15 ettari di terreno parcellare più 2800 mq in 8 serre; l'Azienda "Pantanelli" a Policoro, Matera, 10 ettari e l'Azienza "Manchisi" a Monopoli, Bari, 2 ettari).

 

Cenni storici

II Dipartimento di Biologia e Patologia Vegetale nasce nel 1999 dalla fusione di due strutture che, presenti da numerosi decenni nell’Università di Bari, hanno avuto un ruolo di primo piano nella sua Storia: l’Istituto Botanico ed il Dipartimento di Patologia Vegetale.  In entrambe le strutture si sono avvicendati numerosi docenti che con la loro attività estesa in numerosi campi hanno lasciato un segno indelebile nella ricerca scientifica oltre che nella storia di numerose altre Università italiane.

L’Istituto Botanico, nacque presso le facoltà di Medicina e Farmacia come Istituto di Botanica alla fine degli anni venti in quanto la Botanica era materia di insegnamento per entrambe le Facoltà. Con la soppressione della Botanica nella Facoltà di Medicina, esso continuò ad esistere con la denominazione di Istituto di Botanica Farmaceutica. Con l’istituzione della Facoltà di Agraria, l’istituto di Botanica fu rifondato nell’ormai lontano 1939 presso di essa, per poi evolversi come Istituto Botanico, oltre cinquanta anni fa, nella Facoltà di Scienze. Dalla fine degli anni 40  l’Istituto Botanico, diretto dalla Professoressa Eleonora Francini, fu sede della sezione Pugliese della Società Botanica Italiana, a lungo presieduta dal compianto prof. Antonio Amico, Padre Rosario Cappuccino. Ciò portò  un gran fermento di  studi e di incontri e la storia dell’Istituto Botanico  si intrecciò con quella dell’Orto Botanico, fondato nella seconda metà degli anni 50. Le prime sedi dell’Istituto Botanico furono alcuni locali dell’ Ateneo, poi la Villa Caifami, nell’attuale corso Alcide De Gasperi, quindi alcuni locali della Camera di Commercio e dell’Istituto Magistrale in via Imbriani e infine la Facoltà di Agraria, in via Salerno, oggi via Amendola. Nel 1955 fu iniziata la costruzione dell’edificio, che ancora oggi ospita, benché ingrandito e modificato, la sezione di Biologia Vegetale. Tale edificio, che sorse sulla struttura di una villa preesistente, il cui giardino divenne l’Orto Botanico, fu solennemente inaugurato il 16 dicembre 1956, durante una memorabile cerimonia in cui la struttura venne affidata alla protezione del Patrono di Bari San Nicola. Si susseguirono nelle Direzione della Struttura la già citata prof.ssa Francini, la prof.ssa Albina Messeri, il Prof. Oreste Arrigoni, la prof.ssa Pasqua Bianco Bianco, la prof.ssa Rosalia Liso.

Il Dipartimento di Patologia Vegetale rappresenta l’evoluzione della struttura nata oltre quindici anni prima dal precedente omonimo Istituto. L’istituzione del Dipartimento di Patologia vegetale della Facoltà di Agraria di Bari è stata per opera di un illustre docente: il Professor Antonio Ciccarone. Nel 1957 il professor Antonio Ciccarone si trasferì all’università di Bari dove fondò, potenziò e diresse l’istituto di patologia vegetale e fu per molti anni preside della facoltà di agraria. A Bari l’opera del Prof. Ciccarone, nell’organizzare e dirigere la ricerca fitopatologica fu straordinariamente fertile. In venticinque anni il suo Istituto divenne un centro di studi tra i più moderni ed importanti del mediterraneo; Il contributo scientifico del Professor Ciccarore nel campo della micologia e in molti rami della patologia vegetale è documentato da oltre centottanta pubblicazioni sue e dalle migliaia dei suoi allievi e collaboratori, il cui lavoro personalmente guidò ed incoraggiò. Egli era fondamentalmente un micologo con interessi sistematici: a lui si debbono la scoperta di molte specie di funghi fitopatogeni, revisioni e rielaborazioni di alcuni generi e di circa quaranta specie o entità sub-specifiche fungine, segnalazioni nuove di funghi in territori ed ambienti diversi, studie ecologici ed epidemiologici, ricerche sull’effetto del clima sulla vegetazione e sui parassiti. Essendo però uno studioso applicato, cercò di dare risposte ai problemi fitopatologici che gli si presentavano nei diversi ambienti agricoli in cui si trovò ad operare, in ciò svolgendo spesso un lavoro pioneristico non solo nel campo delle malattie fungine, ma anche in quelli delle malattie da fattori avversi all’ambiente, da virus, da batteri, da altri organismi nocivi, come acari, nematodi e fanerogame parassite, nonché della relativa lotta. Studiò anche aspetti generali della patologia delle piante, rapporti ospite-parassita, resistenza delle piante alle malattie. Ciccarone fu uno dei maggiori e più completi fitopatologi europei del tempo, capace di sintesi e di originali aperture. Egli impostò e organicamente sviluppò una patologia delle colture agrarie meridionali, che allargò a dimensioni mediterranee. Con le sue ricerche, osservazioni ed intuizioni, con senso realistico dei problemi agricoli e del territorio, egli incise profondamente, molto  innovando, nelle applicazioni, spesso in contrasto con la tradizione basata su dati incerti o acquisiti in regioni ecologiche diverse.
Più della vastità della sua produzione scientifica, meravigliano l’impostazione ed il respiro da lui dato alle ricerche. Egli ha così impostato e organicamente sviluppato una Patologia delle colture agrarie meridionali, che ha allargato a dimensioni mediterranee. Esigente e severo, ma prima con se stesso, in quanto a studio e a doveri, con gli allievi, con i collaboratori era prodigo in consigli, largo d’incoraggiamento, generossismo d’aiuto. Insegnava soprattutto con l’esempio della propria vita.
A lui la patologia vegetale, in particolare quella meridionale, deve molto, il miglior modo per onorarne la memoria è quello di continuare l’opera sulle strade che egli ha aperto con rara lungimiranza e sicura determinazione. 

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